Antonio Diodato comincia a scrivere canzoni all'età di 13 anni e qualche anno dopo forma la sua prima band con la quale si esibisce in piccoli festival e manifestazioni studentesche. Giunto a Roma, crea i Florida, band dalle sonorità pop-rock con la quale inizia ad esibirsi nei locali capitolini e con la quale partecipa ad alcuni programmi televisivi (GMTV, Soundcheck) e concorsi. Dopo qualche anno la band si scioglie ed Antonio decide di intraprendere la carriera da solista.

Amante della musica in ogni sua forma, nel 2002 si reca a Stoccolma dove collabora con due important DJ svedesi, Steve Angello e Unless, per la realizzazione del brano lounge "Libiri" che entrerà a far parte della compilation Beirut cafe vol.2 prodotta dalla Joia records e distribuita dalla Goldhead music in diverse nazioni del mondo. Alla realizzazione del brano partecipa anche Sebastian Ingrosso, altra star dei dance floor mondiali. Tornato in Italia per terminare gli studi, si esibisce con diverse cover band e pian piano si perfeziona e matura nella scrittura di brani originali. Nel 2007 decide di circondarsi di un gruppo di musicisti con i quali lavora al suo primo progetto. Alessandro Pizzonia (batteria), Daniele Fiaschi (chitarra), Danilo Bigioni (basso) e Duilio Galioto (tastiere) compongono la sua band ed oltre a collaborare negli arrangiamenti, caratterizzano fortemente il suo sound.

Accompagnato dalla band si è esibito nei più importanti locali della capitale ed al MEI di Faenza dove ha presentato il suo primo EP autoprodotto che comprendeva i brani Nero desiderio, Nel mio sangue e Brucia, registrato allo StudioBoxPizzo di Roma da Alessandro Pizzonia e missato e masterizzato da Duilio Galioto presso il Mellon Studio di Civitavecchia. Nel Giugno del 2009 ha partecipato alla realizzazione dello spettacolo teatrale "Jumping in an empty pool" per la regia di Francesca Viscardi curando la parte musicale con la formazione dei "Radionude" e con alcuni musicisti della band di Amalia Gré con cui ha avuto il piacere di duettare. Nel Dicembre del 2009 partecipa alla serata benefica "Sostieni le mie mani" tenutasi nella sala Sinopoli dell'Auditorium Parco della Musica di Roma a cui partecipano numerosi artisti tra cui il cantautore Eugenio Finardi. Convinto che la musica sia il risultato di un moto interno, una confessione dell'anima ma anche della mente, delle sue perversioni e follie, riesce a passare dal rock più intimista al pop più fresco e immediato ed i suoi brani subiscono ed esplicitano tutte quelle influenze accumulate nel corso degli anni dall'ascolto di gruppi storici come Beatles, Pink Floyd ma anche dall'amore e dalla profonda ammirazione per i Radiohead e l'indimenticato Jeff Buckley, senza mai trascurare i grandi cantautori della musica italiana quali De Andrè, Modugno, Tenco ed i grandi compositori tra cui Ennio Morricone. E' proprio questo strano mix di generi che caratterizza la sua musica, aperta ad ogni tipo di sperimentazione e che non si pone ne limiti, ne tabù argomentativi.